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Tracciabilità Bufala

ANSA

Nuovo sistema tracciabilita' filiera bufalina

  • La Regione Campania protegge e tutela settore

    NAPOLI- Proteggere la mozzarella di bufala: la Regione Campania si dota di un nuovo e accurato sistema di tracciabilità della filiera bufalina, un settore che comprende oltre 279mila capi, pari al 74% del patrimonio bufalino nazionale, allevati in quasi 1.500 aziende.

    La Giunta regionale Campania, con una delibera proposta dall'assessore all'Agricoltura Daniela Nugnes e già approvata. punta a estendere a tutti gli operatori della filiera la richiesta di aderire a un sistema di tracciabilità per garantire la sicurezza del consumatore.

    E parte anche il progetto per sviluppare metodi di analisi da utilizzare per la difesa di un prodotto tipicamente campano: creare un Dna barcoding del bufalo. Un codice a barre genetico, per ogni singola razza di bufalo, attraverso campioni di pelo, sangue e cagliata che consentirà di identificare le razze e depositare le relative informazioni genetiche per individuare eventuali presenze di latte non prodotto nell'area individuata per fare in modo che la mozzarella di bufala sia dop.

    ''La mozzarella di bufala è campana - ha sottolineato Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania - Dovevamo tutelare la nostra eccellenza apprezzata in tutto il mondo, garantire il sistema produttivo e la sicurezza alimentare''. La filiera bufalina, ha ricordato, ''ha un fatturato di oltre 300 milioni''. ''Numeri particolarmente - ha evidenziato - il settore della mozzarella di bufala è trainante, abbiamo un primato e dati che sono incoraggianti da questo punto di vista che sono sia dell'Assessorato all'Agricoltura sia dell'Istat''.

    Nugnes, che firma in difesa della mozzarella di bufala, la sua prima delibera da assessore all'Agricoltura, Nugnes ha spiegato che per la mozzarella di bufala e la tracciabilità dal latte, al processo di trasformazione'' la tracciabilità ''è necessaria per evitare che la presenza del furbetto di turno immaginare che ci sia tracciabilità''. Però, ha evidenziato, ''l'unica pecca per un sistema che potrebbe sembrare perfetto, è la non obbligatorietà''.

    Non si possono cioè obbligare gli imprenditori del settore a dotarsi del sistema di tracciabilità e questo perché ''non è competenza della Regione che non può intervenire con una legge''. ''E' un sistema volontario - ha aggiunto - ma noi lanciamo un segnale: vi diamo un sistema e chi non aderisce deve giustificare perché non convinto dal sistema a carico di chi non sceglie''.

    Il sistema della tracciabilità prevede un tavolo composto da Coldiretti Campania, Confagricoltura Campania, Cia Campania, Confartigianato e Confindustria.

    La costituzione di un database del Dna barcoding del Bufalo è compito dell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Il commissario dell'istituto, Antonio Limone, ha spiegato che ''è stato predisposto un gruppo di lavoro che è già all'opera e noi speriamo risultati dei ricercatori arrivino il prima possibile''.

    In merito al fenomeno della brucellosi, Limone ha ricordato che l'incidenza del virus è ''del 3-4% quindi si può dire che è quasi debellata''. Inoltre, sul fronte degli indennizzi per gli allevatori che hanno acquistato nuovi capi, ''sono state già avviate le pratiche'' per i pagamenti e dal 12 agosto cominceremo a pagare gli allevatori che ne hanno diritto''.

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Reggione Campania

Filiera bufalina, presentato progetto per la tracciabilità 04-08-2013

  • In sala Giunta è stato presentato un nuovo sistema per la tracciabilità della filiera bufalina. Un settore che, in Campania, comprende quasi 280mila capi, pari al 74% del patrimonio bufalino nazionale. Quasi 1.500 le aziende.

    Il sistema di tracciabilità fu varato dalla giunta regionale con una delibera approvata lo scorso mese di marzo e presentata dall'assessore all'Agricoltura, Daniela Nugnes. L'obiettivo è quello di chiedere a tutti gli operatori della filiera di aderire al sistema per garantire la sicurezza dei consumatori e la qualità della mozzarella prodotta nell'areale Dop.

    “La mozzarella di bufala è campana, dovevamo tutelare la nostra eccellenza apprezzata in tutto il mondo, garantire il sistema produttivo e la sicurezza alimentare” ha dichiarato il presidente della Regione Campania,Stefano Caldoro.

    “Il sistema di tracciabilità che stiamo già allargando anche alle altre regioni della Dop, ossia il Lazio, la Puglia e il Molise è necessario per evitare che il furbetto di turno possano turbare il settore”, afferma Daniela Nugnes, assessore all'Agricoltura della Regione Campania. “L'unica pecca – aggiunge l'assessore – è la non obbligatorietà, è un sistema volontario, ma noi lanciamo un segnale: vi diamo un sistema e chi non aderisce dovrà giustificare la sua scelta. Queste norme portano finalmente trasparenza nel settore bufalino e risolvono problemi che erano noti già 30 anni fa a chi operava nella filiera”. Ma come funziona il sistema? L’allevatore, una volta inserito il suo codice aziendale sul sito www.tracciabilitabufala.it inserirà il dato produttivo del latte di bufala e i nominativi dei caseifici che lo acquistano, se tutti gli allevatori aderiscono al sistema, sapremo esattamente non solo quanto latte di bufala si produce, ma anche chi lo acquista e lo lavora.

    Nel corso della conferenza stampa, inoltre, è stato presentato un altro progetto che mira a creare un Dna barcoding del bufalo. Un codice a barre genetico, per ogni singola razza di bufalo, attraverso campioni di pelo, sangue e cagliata che consentirà di identificare le razze e depositare le relative informazioni genetiche per individuare eventuali presenze di latte non prodotto nell'area individuata per fare in modo che la mozzarella di bufala prodotta nell'areale a marchio Dop sia effettivamente a denominazione di origine protetta.

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Caiazzorinasce

Sant'Angelo d'Alife. Martedì prossimo, 25 marzo si parlerà della tracciabilità del latte bufalino e delle nuove prospettive.Appuntamento alle 18.30 presso la Casa del Parco

  • L’evento, patrocinato dalla Provincia di Caserta in collaborazione con il Parco Regionale del Matese, dalla Regione Campania, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dal Comune di Sant’Angelo di Alife, vuole essere un momento di confronto per parlare di tracciabilità del latte bufalino...

    Sarà la Casa del Parco di Sant’Angelo d’Alife ad ospitare, martedì 25 marzo a partire dalle ore 18:30, una tavola rotonda dal tema “Verso la tracciabilità del latte bufalino: nuove prospettive”. L’evento, patrocinato dalla Provincia di Caserta in collaborazione con il Parco Regionale del Matese, dalla Regione Campania, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dal Comune di Sant’Angelo di Alife, vuole essere un momento di confronto per parlare di tracciabilità del latte bufalino, una filiera che rappresenta la nostra ricchezza e che perciò va tutelata al fine di valorizzarne i punti di forza. Nel 2012 sono stati prodotti 2037 milioni di Kg di mozzarella di bufala Campana DOP (MBC DOP) per un valore del fatturato alla produzione di oltre 315 milioni di euro, infatti, oltre il 90% del prodotto DOP che arriva sul mercato è realizzato in Campania. Questi dati indicano quanto importante sia la produzione del latte bufalino per la nostra terra e dunque quanto sia fondamentale tracciare e monitorare i flussi di latte e di prodotto realizzato. Un sistema, quello della tracciabilità, che la Regione ha fortemente voluto per dotare la filiera bufalina di uno strumento necessario e sicuro. “Una buona informazione è fondamentale in questo momento, – ha dichiarato l’Assessore Provinciale all’Agricoltura Stefano Giaquinto – cercare un dialogo con gli allevatori bufalini significa aprirsi a coloro che vivono giorno dopo giorno a contatto con queste tematiche. La tracciabilità risulta essere in questo momento la giusta strada per promuovere la trasparenza”. A moderare il dibattito sarà Adele Consola, giornalista. Dopo i saluti iniziali di Umberto De Nicola, Presidente del Parco Regionale del Matese e del Sindaco di Sant’Angelo d’Alife, Vittorio Folco, prenderà la parola il Presidente della Provincia Domenico Zinzi. Si entrerà nel vivo del convegno con gli interventi di: Stefano Giaquinto (nella foto), Assessore Provinciale all'Agricoltura; Antonio Limone, Commissario Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; Daniela Nugnes, Assessore Regionale all'Agricoltura. Ma un apporto importante sarà dato anche dalle associazioni di categoria invitate a partecipare. In particolar modo: Guido Coppola, Presidente CIA Caserta; Raffaele Puoti, Presidente Confagricoltura Caserta; Tommaso De Simone, Presidente Coldiretti Caserta; Luigi Bianco, Referente CopAgri. Di fondamentale importanza sarà la presenza di tutti i sindaci e di tutti gli allevatori bufalini dell’Alto Casertano, oltre che di tutti coloro che operano in agricoltura.

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CampaniaSlow

Tracciabilità del Latte Bufalino, un approfondimento sulle nuove prospettive

  • Sarà la Casa del Parco di Sant’Angelo D’Alife ad ospitare, martedì 25 marzo a partire dalle ore 18:30, una tavola rotonda dal tema “Verso la tracciabilità del latte bufalino: nuove prospettive”. L’evento, patrocinato dalla Provincia di Caserta in collaborazione con il Parco Regionale del Matese, dalla Regione Campania, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dal Comune di Sant’Angelo di Alife, vuole essere un momento di confronto per parlare di tracciabilità del latte bufalino, una filiera che rappresenta la nostra ricchezza e che perciò va tutelata al fine di valorizzarne i punti di forza.

    Nel 2012 sono stati prodotti 2037 milioni di Kg di mozzarella di bufala Campana DOP (MBC DOP) per un valore del fatturato alla produzione di oltre 315 milioni di euro, infatti, oltre il 90% del prodotto DOP che arriva sul mercato è realizzato in Campania. Questi dati indicano quanto importante sia la produzione del latte bufalino per la nostra terra e dunque quanto sia fondamentale tracciare e monitorare i flussi di latte e di prodotto realizzato. Un sistema, quello della tracciabilità, che la Regione ha fortemente voluto per dotare la filiera bufalina di uno strumento necessario e sicuro. “Una buona informazione è fondamentale in questo momento, – ha dichiarato l’Assessore Provinciale all’Agricoltura Stefano Giaquinto – cercare un dialogo con gli allevatori bufalini significa aprirsi a coloro che vivono giorno dopo giorno a contatto con queste tematiche. La tracciabilità risulta essere in questo momento la giusta strada per promuovere la trasparenza”

    A moderare il dibattito sarà Adele Consola, giornalista. Dopo i saluti iniziali di Umberto De Nicola, Presidente del Parco Regionale del Matese e del Sindaco di Sant’Angelo d’Alife, Vittorio Folco, prenderà la parola il Presidente della Provincia Domenico Zinzi. Si entrerà nel vivo del convegno con gli interventi di: Stefano Giaquinto, Assessore Provinciale all’Agricoltura; Antonio Limone, Commissario Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; Daniela Nugnes, Assessore Regionale all’Agricoltura. Ma un apporto importante sarà dato anche dalle associazioni di categoria invitate a partecipare. In particolar modo: Guido Coppola, Presidente CIA Caserta; Raffaele Puoti, Presidente Confagricoltura Caserta; Tommaso De Simone, Presidente Coldiretti Caserta; Luigi Bianco, Referente CopAgri. Di fondamentale importanza sarà la presenza di tutti i sindaci e di tutti gli allevatori bufalini dell’Alto Casertano, oltre che di tutti coloro che operano in agricoltura.

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Caserta ce

CANCELLO ED ARNONE. Adulterazione della mozzarella: la giunta Emerito chiede l’intervento della Regione

  • CANCELLO ED ARNONE – L’oro bianco è, senza dubbio, una delle principali peculiarità economiche e culturali del basso Volturno. Emerito e la sua giunta hanno compreso l’importanza del settore ed infatti, considerati “i casi di adulterazione” accertati in questo periodo, hanno chiesto Caldoro e alla Direzione generale del dipartimento della salute e delle risorse naturali l’immediata approvazione di“Piano regionale triennale per i controlli sulla mozzarella ed i prodotti derivati dal latte di bufala”.

    La giunta, con la delibera n° 70, firmata dal primo cittadino e dagli assessori Frattasio e Letizia, ha chiesto anche “che vengano disposti immediatamente prelievi e controlli crociati, improvvisi e settimanalii nei caseifici che producono la mozzarella”.

    L’intento è meritorio, si tratta di pur sempre di un’azione che cerca di risolvere e tamponare un problema sostanziale, importante per il territorio. Resta da capire, però, adesso, se alla proposta si darà un seguito, se il suo potenziale. per ora messo solo su carata, sarà concretizzato.

    Giuseppe Tallino

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Cilento.it

Coldiretti Campania: bene nuovo sistema tracciabilità della filiera bufalina, da contraffazione danni per oltre 100 milioni di euro all’anno

  • ”Siamo soddisfatti del nuovo sistema di tracciabilità della filiera bufalina di cui si è dotata la Regione Campania e parteciperemo in maniera attiva al tavolo. Dobbiamo tutelare e valorizzare al massimo un tesoro della nostra terra che ogni anno dalla contraffazione subisce danni per oltre 100 milioni di euro e vede i mercati italiani ed esteri invasi da circa 8 milioni di chili di mozzarella taroccata”. A dirlo sono il presidente e il direttore di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo, a proposito della delibera approvata, su proposta dall’assessore all’Agricoltura, Daniela Nugnes, dedicata alla tutela della filiera bufalina.

    ”Siamo soddisfatti – dicono Masiello e Sorbo – perchè il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e l’assessore Nugnes, hanno dato prova di voler tutelare un bene della nostra terra tanto prezioso, quanto maltrattato. In Giappone – aggiungono i vertici di Coldiretti – la mozzarella è venduta anche a 60 euro al chilo. Eppure esiste ancora oggi un mercato parallelo della contraffazione che mette in ginocchio le aziende che stanno nel gioco in maniera onesta e fa sì che venga esportata un’immagine negativa della nostra terra. Secondo le nostre stime, la contraffazione della filiera bufalina vale ogni anno 100 milioni di euro e nei mercati italiani ed esteri arriva un’invasione di circa 8 milioni di chili di mozzarella taroccata. Per questo – concludono Masiello e Sorbo – iniziative come quelle della Regione sono fondamentali per tutelare da atteggiamenti folli un settore che potrebbe dare lustro e slancio all’economia ai nostri territori”

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Clarusonline

Sant’Angelo d’Alife. Tracciabilità del latte bufalino. Allevatori e Istituzioni a confronto

  • Nuove prospettive all’orizzonte. Se ne parlerà martedì 25 marzo a Sant’Angelo D’Alife

    Evento a Sant’Angelo d’Alife, presso la Casa del Parco, in occasione del Convegno Verso la tracciabilità del latte bufalino: nuove prospettive. Tavola rotonda in cui si confronteranno voci esperte sul tema per parlare di una filiera che rappresenta ancora una grande ricchezza per il territorio, ma che necessita di valorizzazione e nuovi punti di forza. Appuntamento martedì 25 marzo alle ore 18.30 alla presenza dei sindaci del territorio e degli allevatori bufalini dell’Alto Casertano.

    L’evento è stato patrocinato dalla Provincia di Caserta in collaborazione con il Parco Regionale del Matese, dalla Regione Campania, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dal Comune di Sant’Angelo d’Alife.

    Nel 2012 sono stati prodotti 2037 milioni di Kg di mozzarella di bufala Campana DOP (MBC DOP) per un valore del fatturato alla produzione di oltre 315 milioni di euro, infatti, oltre il 90% del prodotto DOP che arriva sul mercato è realizzato in Campania. Questi dati indicano quanto importante sia la produzione del latte bufalino per la nostra terra e dunque quanto sia fondamentale tracciare e monitorare i flussi di latte e di prodotto realizzato. Un sistema, quello della tracciabilità, che la Regione ha fortemente voluto per dotare la filiera bufalina di uno strumento necessario e sicuro. “Una buona informazione è fondamentale in questo momento, – ha dichiarato l’Assessore Provinciale all’Agricoltura Stefano Giaquinto – cercare un dialogo con gli allevatori bufalini significa aprirsi a coloro che vivono giorno dopo giorno a contatto con queste tematiche. La tracciabilità risulta essere in questo momento la giusta strada per promuovere la trasparenza”.

    Di seguito il programma del dibattito:
    Modera: Adele Consola, giornalista.
    Saluti: Umberto De Nicola, Presidente del Parco Regionale del Matese; Vittorio Folco, sindaco di Sant’Angelo d’Alife.
    Interventi: Domenico Zinzi, presidente della Provincia di Caserta; Stefano Giaquinto, Assessore Provinciale all’Agricoltura; Antonio Limone, Commissario Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; Daniela Nugnes, Assessore Regionale all’Agricoltura.
    Interventi Associazioni di categoria: Guido Coppola, Presidente CIA Caserta; Raffaele Puoti, Presidente Confagricoltura Caserta; Tommaso De Simone, Presidente Coldiretti Caserta; Luigi Bianco, Referente CopAgri.

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Echo di Caserta

Caserta, “Mozzarella DOP”: un documento congiunto per sostenere la Filiera Bufalina

  • CASERTA - Premesso che,il comparto agricolo dell'allevamento bufalino e il comparto industriale della trasformazione del latte di bufala per la produzione di mozzarella di bufala campana DOP rappresentano un importante segmento dell'economia locale e, ricompresi nella filiera agro-alimentare del comparto bufalino, sono una parte importante del PIL Regionale.

    La MBC DOP è un prodotto tipico, frutto della vocazione del territorio che, attraverso l'intero comparto della filiera bufalina, determina una importante ricaduta occupazionale per la Provincia di Terra di Lavoro. Nell'anno 2012 sono stati prodotti 37 milioni di kg di mozzarella di bufala campana DOP, per un valore del fatturato alla produzione di oltre 315 milioni di euro.

    Il 90% della produzione di mozzarella DOP è concentrato tra le province di Caserta, Salerno e Napoli, il 7% nel basso Lazio e 1'1% tra Foggia e Venafro e, quindi, la quasi totalità della produzione è concentrata in Campania. La Mozzarella di bufala Campana DOP, come da disciplinare, deve essere prodotta esclusivamente con latte fresco intero di bufala di razza mediterranea italiana e deve essere trasformato entro le 60 ore dalla prima mungitura. Tanto premesso,le sottoscriventi Organizzazioni che costituiscono la Filiera Lattiero - Casearia individuano le azioni di seguito specificate come urgenti ed indispensabili:

    • Adozione obbligatoria del Sistema gratuito di tracciabilità, certificato dalle competenti Autorità nazionali e/o regionali, per raggiungere l'obiettivo di assicurare una efficace ed efficiente tracciabilità di tutta la filiera, così come indicato nella Risoluzione della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati 8-00029 del 03/02/2009 e dal Comitato di Garanzia istituito con Decreto MIPAAF 14 gennaio 2010, nonché nella DGR Campania n° 110 del 2013. Nelle more dell'adozione dell'obbligo di tracciabilità, le aziende aderenti alle Associazioni sottoscrittrici del presente documento, si impegnano ad inserire e rispettare la tracciabilità del latte, proveniente dall'area DOP (nelle modalità sopra indicate), quale condizione contrattuale, sia nei nuovi contratti di somministrazione che come integrazione in quelli attualmente in vigore.
    • Adozione di un'interpretazione autentica congiunta, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Ministero della Salute, dell'articolo 4 quinquiesdecies della Legge n.205 del 30/12/2008 che consenta ai caseifìci che si riforniscono esclusivamente di latte bufalino dell'areale DOP, tracciato secondo i sistemi sopra indicati, di produrre mozzarella DOP e altri formaggi e preparati alimentari derivati dal latte di bufala DOP. È fatto assoluto il divieto di detenere e utilizzare latte di altre specie e di altre provenienze. Pertanto, il latte di bufala dell'areale DOP legittimamente detenuto, non più utilizzato per la MBC DOP entro le 60 ore come previsto dal Disciplinare di produzione, potrà essere utilizzato nello stesso stabilimento per la produzione di mozzarella non DOP e anche per qualsiasi altro preparato alimentare non DOP a base esclusivo di latte di bufala.

    Per quanto sopra

    le Organizzazioni sottoscriventi fanno istanza alle Autorità competenti perché adottino, con la massima urgenza, entro il mese di marzo, i provvedimenti di competenza per l'attuazione dei punti sopra elencati, al fine della salvaguardia della tipicità del prodotto, delle imprese e dei livelli occupazionali.

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il Casertano

Tracciabilità filiera bufalina, Fierro: essenziale

  • CASERTA – “Il programma di Tracciabilità della filiera bufalina, così come elaborato dal Tavolo tecnico regionale – al quale, unitamente alle altre componenti produttive del comparto, Confindustria partecipa attivamente e con convinzione – è un passaggio essenziale per la tutela della mozzarella campana dop, vera e propria eccellenza del nostro territorio. La tracciabilità è un mezzo formidabile per garantire sia il sistema produttivo che la sicurezza alimentare”.

    E’ quanto afferma il presidente della Sezione Lattiero-casearia di Confindustria Caserta, Lino Fierro, all’indomani della presentazione del sistema di tracciabilità della filiera bufalina di cui si è dotata la Regione Campania.

    “La tutela del nostro patrimonio e la sicurezza alimentare sono i punti essenziali per le aziende che aderiscono a Confindustria”, aggiunge Fierro, che infatti esprime “la soddisfazione mia e delle aziende che rappresento per il varo del nuovo sistema di tracciabilità”, confermando “la volontà piena e convinta dell’associazione degli industriali di continuare a partecipare in maniera attiva e costruttiva al tavolo tecnico regionale, al fine di condividere e risolvere assieme a tutte le altre componenti produttive interessate, le problematiche e, più ancora, le strategie di sviluppo e di rilancio del comparto”.

    Per il presidente degli industriali caseari, infatti, “l’adesione al sistema di tracciabilità, ancorché non obbligatoria, rappresenta uno strumento indispensabile al fine di verificare la quantità di produzione di latte di bufala nell’area dop e, dunque, di individuarne il relativo esubero”.

    “A questo punto, per dare serenità a tutto il comparto, ritengo necessario – continua Fierro – che con l’adesione a tale sistema si possa dare alle aziende di trasformazione la possibilità di produrre tutti i prodotti derivanti dal latte, dop e non dop”.

    “Insomma, conclude il presidente della Sezione Lattiero-casearia di Confindustria Caserta, l’adozione del sistema di tracciabilità può rappresentare la leva per ottenere dal Ministero la modifica dell’applicazione del Decreto n. 171/2008. Sul tema Confindustria, subito dopo la pausa estiva, avvierà una serie di incontri con i principali attori istituzionali e associativi per trovare una soluzione condivisa che dia certezze ai consumatori ed al sistema industriale”. (06.08.13)

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il Denaro

Mipaf, filiera bufalina: via libera alla tracciabilità

  • Tavolo sulla tavolo sulla filiera bufalina, oggi a Roma, voluto dal ministero per le Politiche agricole e forestali. Nel corso dell’incontro è stato accettato il principio della necessità della tracciabilità obbligatoria per l’intera filiera, dal produttore al trasformatore, per l’areale Dop”. Lo annuncia Daniela Nugnes, assessore all’Agricoltura della Regione Campania. All’incontro erano presenti i rappresentanti tecnici delle Regioni in cui si produce mozzarella di bufala a marchio Dop (Campania, Lazio, Puglia e Molise), Assolatte, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confindustria, Confartigianato e il Consorzio di tutela per la mozzarella di bufala campana Dop. “La decisione assunta oggi a livello nazionale – spiega l’assessore – è per noi una grande vittoria, visto che già un anno fa avevamo promosso, insieme all’Istituto Zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno, un sistema di tracciabilità totale della filiera ritenendo che questo fosse l’unico strumento necessario per dare trasparenza al comparto e per promuovere e garantire la nostra mozzarella che, troppo spesso, è stata al centro di numerose polemiche”. Per la Nugnes “l”incontro di oggi che rende il nostro sistema obbligatorio, è la riprova di quanto fossimo nel giusto”. L’assessore all’agricoltura ha poi concluso: “Ovviamente questo e’ solo uno degli aspetti discussi nel corso dell’incontro, sul tavolo ci sono altri argomenti estremamente delicati per il comparto che spero vengano affrontati con equilibrio e con l’obiettivo unico di tutelare la mozzarella di bufala campana dop”.

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il Mattino

Campania. Nuovo sistema di tracciabilità per proteggere la mozzarella di bufala

  • La Coldiretti: 8 milioni di prodotti taroccati l'anno

    Proteggere la mozzarella di bufala: la Regione Campania si dota di un nuovo e accurato sistema di tracciabilità della filiera bufalina, un settore che comprende oltre 279mila capi, pari al 74% del patrimonio bufalino nazionale, allevati in quasi 1.500 aziende.

    La Giunta regionale Campania, con una delibera proposta dall'assessore all'Agricoltura Daniela Nugnes e già approvata. punta a estendere a tutti gli operatori della filiera la richiesta di aderire a un sistema di tracciabilità per garantire la sicurezza del consumatore.

    E parte anche il progetto per sviluppare metodi di analisi da utilizzare per la difesa di un prodotto tipicamente campano: creare un Dna barcoding del bufalo. Un codice a barre genetico, per ogni singola razza di bufalo, attraverso campioni di pelo, sangue e cagliata che consentirà di identificare le razze e depositare le relative informazioni genetiche per individuare eventuali presenze di latte non prodotto nell'area individuata per fare in modo che la mozzarella di bufala sia dop.

    «La mozzarella di bufala è campana - ha sottolineato Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania - Dovevamo tutelare la nostra eccellenza apprezzata in tutto il mondo, garantire il sistema produttivo e la sicurezza alimentare». La filiera bufalina, ha ricordato, «ha un fatturato di oltre 300 milioni». «Numeri particolarmente - ha evidenziato - il settore della mozzarella di bufala è trainante, abbiamo un primato e dati che sono incoraggianti da questo punto di vista che sono sia dell'Assessorato all'Agricoltura sia dell'Istat».

    Nugnes ha spiegato che per la mozzarella di bufala e la tracciabilità dal latte, al processo di trasformazione «la tracciabilità» è necessaria per evitare che la presenza del furbetto di turno.

    Però, ha evidenziato, «l'unica pecca per un sistema che potrebbe sembrare perfetto, è la non obbligatorietà».

    Non si possono cioè obbligare gli imprenditori del settore a dotarsi del sistema di tracciabilità e questo perchè «non è competenza della Regione che non può intervenire con una legge. È un sistema volontario - ha aggiunto - ma noi lanciamo un segnale: vi diamo un sistema e chi non aderisce deve giustificare perchè non convinto dal sistema a carico di chi non sceglie».

    Il sistema della tracciabilità prevede un tavolo composto da Coldiretti Campania, Confagricoltura Campania, Cia Campania, Confartigianato e Confindustria.

    La costituzione di un database del Dna barcoding del Bufalo è compito dell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Il commissario dell'istituto, Antonio Limone, ha spiegato che «è stato predisposto un gruppo di lavoro che è già all'opera e noi speriamo risultati dei ricercatori arrivino il prima possibile».

    In merito al fenomeno della brucellosi, Limone ha ricordato che l'incidenza del virus è «del 3-4% quindi si può dire che è quasi debellata». Inoltre, sul fronte degli indennizzi per gli allevatori che hanno acquistato nuovi capi, «sono state già avviate le pratiche per i pagamenti e dal 12 agosto cominceremo a pagare gli allevatori che ne hanno diritto».

    «Siamo soddisfatti del nuovo sistema di tracciabilità della filiera bufalina di cui si è dotata la Regione Campania e parteciperemo in maniera attiva al tavolo. Dobbiamo tutelare e valorizzare al massimo un tesoro della nostra terra che ogni anno dalla contraffazione subisce danni per oltre 100 milioni di euro e vede i mercati italiani ed esteri invasi da circa 8 milioni di chili di mozzarella taroccata». A intervenire il presidente e il direttore di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo. «Siamo soddisfatti - hanno detto Masiello e Sorbo - perchè il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e l'assessore Nugnes, hanno dato prova di voler tutelare un bene della nostra terra tanto prezioso, quanto maltrattato. In Giappone la mozzarella è venduta anche a 60 euro al chilo. Eppure esiste ancora oggi un mercato parallelo della contraffazione che mette in ginocchio le aziende che stanno nel gioco in maniera onesta e fa sì che venga esportata un'immagine negativa della nostra terra.

    Secondo le nostre stime, la contraffazione della filiera bufalina vale ogni anno 100 milioni di euro e nei mercati italiani ed esteri arriva un'invasione di circa 8 milioni di chili di mozzarella taroccata. Per questo iniziative come quelle della Regione sono fondamentali per tutelare da atteggiamenti folli un settore che potrebbe dare lustro e slancio all'economia ai nostri territori».

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Il Sole 24 Ore

Per la mozzarella di bufala campana in arrivo nuove norme sulla tracciabilità del latte

  • Grandi modifiche in vista per il sistema di qualità della Mozzarella di bufala campana Dop: a breve è atteso un decreto del ministero delle Politiche agricole che dovrebbe far luce su due grandi questioni: obbligo di tracciare il latte di bufala e separazione dei caseifici. Questioni centrali per offrire al consumatore garanzie e in questo modo rilanciare un prodotto che ha subito più volte negli anni conseguenze negative, in termini di vendite e di immagine, legate a problemi ambientali. Ultimo: lo scandalo della Terra dei fuochi che ha ridotto drasticamente le vendite dell'intero comparto agroalimentare campano.

    La mozzarella di bufala campana è un prodotto tipico, apprezzato anche all'estero, dal valore economico significativo: in media vengono prodotti 37milioni di kg l'anno con un fatturato di oltre 315 milioni. Il 90% della produzione è concentrato in Campania e piccole quote nel basso Lazio oltre che tra le province di Foggia e Venafro.

    Sulla tracciabilità del latte è stato raggiunto, in un recente incontro a Caserta, l'accordo di tutte le organizzazioni agricole e industriali rappresentative del settore: Confindustria, Coldiretti, Cia e Confagricoltura. In altri termini, si vuole introdurre l'adozione obbligatoria di un sistema gratuito di tracciabilità certificato dalle autorità nazionali o regionali. Sistema che in Campania è stato già adottato su base volontaria e che verrà esteso e reso obbligatorio, con tanto di multe per i trasgressori. In questo modo, si raggiunge l'obiettivo della tracciabilità dell'intera filiera: per i caseifici infatti esiste già l'obbligo. Pertanto le associazioni aderenti all'iniziativa si sono impegnate a rispettare la tracciabilità del latte proveniente dall'area Dop come condizione nei nuovi contratti e in quelli in corso. «La decisione assunta - commenta l'assessore regionale Daniela Nugnes - è per noi una grande vittoria, visto che già un anno fa avevamo promosso, insieme all'Istituto Zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno, un sistema di tracciabilità totale della filiera ritenendo che questo fosse l'unico strumento necessario per dare trasparenza al comparto e per promuovere e garantire la nostra mozzarella che, troppo spesso, è stata al centro di numerose polemiche».

    Resta per ora in alto mare l'altra questione, oggi sul tavolo del ministero, relativa all'obbligo per le aziende di produzione di mozzarella, a partire dal primo luglio, di separare le linee che utilizzano latte dell'area dop da quelle che trasformano latte non dop, come previsto dalla legge 205 del 2008. Confindustria Campania propone di impegnare i caseifici ad usare solo latte dell'area tutelata per produrre mozzarella di bufala campana. Ma allo stesso tempo propone di consentire di impiegare latte lavorato dopo le 60 ore dalla mungitura per produrre mozzarella e formaggi non Dop. La logica quindi sarebbe quella di permettere l'uso di latte congelato (la cui qualità resta immutata per gli industriali) anche se privando il prodotto finito del marchio di tutela. Ma in questo caso il fronte delle organizzazioni di categoria si è spaccato: Consorzio di tutela, Assolatte e Cia hanno negato la propria adesione per motivi diversi.

    Ora si attende la decisione del ministero. «Se passasse la linea della legge 205 – precisa Lino Fierro rappresentante della sezione casearia in Campania – sin da maggio dovremmo bloccare le forniture di latte per utilizzare le scorte di magazzino. E da luglio i nostri acquisti si ridurranno fortemente. E tutto avverrà per qualcosa che con la qualità del prodotto non ha, a nostro parere, nulla a che fare».

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Italia 2 TV

Regione Campania: arriva un nuovo sistema di tracciabilità del Dna bufalino.

  • Proteggere la mozzarella di bufala: la Regione Campania si dota di un nuovo e accurato sistema di tracciabilità della filiera bufalina, un settore che comprende oltre 279mila capi, pari al 74% del patrimonio bufalino nazionale, allevati in quasi 1.500 aziende. La Giunta regionale, con una delibera proposta dall’assessore Daniela Nugnes, punta a estendere a tutti gli operatori della filiera la possibilità di aderire a un sistema di tracciabilità per garantire il consumatore.

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Noodls

Filiera bufalina, tavolo ministeriale dice sì a tracciabilità. Nugnes: grande vittoria. Decisione nazionale è riprova giustezza nostra posizione

  • 10/04/2014 - "Si è tenuto oggi a Roma il tavolo sulla filiera bufalina, voluto dal Ministero per le Politiche agricole e forestali. Nel corso dell'incontro è stato accettato il principio della necessità della tracciabilità obbligatoria per l'intera filiera, dal produttore al trasformatore, per l'areale Dop."

    Lo dichiara Daniela Nugnes, assessore all'Agricoltura della Regione Campania.

    "All'incontro erano presenti i rappresentanti tecnici delle Regioni in cui si produce mozzarella di bufala a marchio Dop (Campania, Lazio, Puglia e Molise), Assolatte, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confindustria, Confartigianato e il Consorzio di tutela per la mozzarella di bufala campana Dop.

    "La decisione assunta oggi a livello nazionale - spiega l'assessore - è per noi una grande vittoria, visto che già un anno fa avevamo promosso, insieme all'Istituto Zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno, un sistema di tracciabilità totale della filiera ritenendo che questo fosse l'unico strumento necessario per dare trasparenza al comparto e per promuovere e garantire la nostra mozzarella che, troppo spesso, è stata al centro di numerose polemiche.

    "L'incontro di oggi, che avalla il nostro sistema e, anzi, lo rende obbligatorio, è la riprova di quanto fossimo nel giusto.

    "Ovviamente questo è solo uno degli aspetti discussi nel corso dell'incontro, sul tavolo ci sono altri argomenti estremamente delicati per il comparto che spero vengano affrontati con equilibrio e con l'obiettivo unico di tutelare la mozzarella di bufala campana dop", conclude la Nugnes.

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Tiscali News

Agricoltura: Cia, per rilancio filiera bufalina tracciabilita' fondamentale (2)

  • (Adnkronos) - Nella tavola rotonda è stato sottolineato che è decisiva la tracciabilità obbligatoria: a tal proposito, rileva la Cia, è stata proposta la modifica dell'ex articolo 7 legge n.4 del 3 febbraio 2011, estendendo la tracciabilità gratuita a tutti gli operatori dell'intera filiera lattiero casearia bufalina e definendo il modello di tracciabilità che deve essere attuato con un sistema informatico per la gestione della tracciabilità e rintracciabilità. In questo modo si potrà assicurare una forte trasparenza e un'efficiente rintracciabilità delle produzioni agroalimentari, anche per favorire e accrescere la tutela dei consumatori.

    Per quanto riguarda la separazione degli opifici, per la Cia è fondamentale che con l'obbligatorietà della tracciabilità di filiera, per i trasformatori che si impegnano a introdurre latte di bufala idoneo alla trasformazione in mozzarella di Bufala Campana Dop, non sono tenuti alla separazione degli opifici ex articolo 4q legge n. 205 del 30 dicembre 2008.

    Infine, per la Cia è quanto mai opportuno prevedere un osservatorio a supporto dell'applicazione del sistema di tracciabilità di filiera. Ciò può consentire un costante monitoraggio dell'intero comparto, al fine di favorire un'ampia condivisione su tutti i temi di interesse della filiera, coinvolgendo anche il Consorzio di Tutela per la valutazione degli eventuali adeguamenti della normativa in materia e degli atti in essere che riguardano la mozzarella di bufala campana Dop.

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Radio CRC

Tracciabilità filiera bufalina: Campania capofila

  • Si è riunita nella notte tra ieri ed oggi a Napoli – palazzo Santa Lucia – la Giunta regionale della Campania presieduta da Stefano Caldoro. Su proposta dell’assessore all’Agricoltura Daniela Nugnes sono stati approvati quattro rilevanti provvedimenti per il settore primario regionale. E’ stata estesa la richiesta di intervento, rivolta al ministero per le Politiche agricole, agroalimentari e forestali, a seguito della siccità nel periodo giugno – ottobre 2012, nelle province di Salerno, Avellino e Caserta. E’ stata determinata la produzione unitaria media per le assicurazioni agricole agevolate. Sono pervenute ad approvazione le linee guida per prevenire il degrado dei castagneti da frutto. Infine, è stato definito il sistema di tracciabilità della filiera bufalina, valido per ora sul territorio della Regione Campania, per il quale sarà richiesta l’estensione, mediante convenzione, alle altre regioni della Dop: Lazio, Puglia e Molise. Con una postilla: al Ministero per le politiche agricole viene chiesta l’estensione del sistema di tracciabilità della Campania per la Dop a tutto il patrimonio bufalino italiano, per evitare importazioni di latte non Dop in area Dop. E, sempre al Mipaaf viene richiesta la variazione del decreto sugli opifici separati per la mozzarella Dop. In pratica, secondo la delibera di oggi, chi aderirà al sistema della rintracciabilità del latte di bufala per la Mozzarella di Bufala Campana Dop potrà produrre anche altri formaggi.

    “La delibera sulla trasparenza della filiera bufalina mette a regime un sistema di tracciabilità totale con l’obiettivo di tutelare i consumatori e di garantire la leale concorrenza sul mercato in uno dei comparti più importanti per l’economia regionale. ”Così Daniela Nugnes, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, sulla delibera approvata oggi in Giunta.

    In Campania, il settore bufalino comprende complessivamente oltre 279mila capi, pari a circa il 74% del patrimonio bufalino nazionale, allevati in quasi 1.500 aziende. Inoltre, solo nell’anno 2012, sono stati prodotti 37 milioni di chilogrammi di mozzarella di bufala campana Dop, per un valore di fatturato alla produzione di oltre 315 milioni di euro.

    “Abbiamo – prosegue l’assessore – ritenuto necessario estendere a tutti gli operatori della filiera lattiero casearia bufalina che operano sul territorio la richiesta di aderire ad un sistema di tracciabilità attraverso una specifica piattaforma informatica sperimentale in dotazione della Regione Campania che si occupa della tracciabilità e della rintracciabilità dei sistemi agroalimentari regionali.”

    La delibera di giunta regionale della Campania del 28 maggio 2013, per ovviare ad elementi di debolezza della filiera bufalina connessi alle frodi alimentari, interviene nell’applicazione dell’articolo 7 della legge 3 febbraio 2011, n. 4, che detta norme sulla rintracciabilità del latte bufalino e stabilisce di: “estendere a tutti gli operatori della filiera lattiero casearia bufalina che operano sul territorio amministrativo della Regione Campania la richiesta di aderire ad un sistema di tracciabilità (…) attraverso una specifica piattaforma informatica, attualmente in fase di collaudo, da parte dalle strutture dell’Assessorato Agricoltura e dall’Osservatorio Regionale per la Sicurezza Alimentare”.

    La delibera prevede inoltre d’incaricare le strutture dell’Assessorato all’Agricoltura di concordare con le regioni Lazio, Puglia e Molise, nelle quali ricade il territorio della Mozzarella Dop, l’adesione al sistema di tracciabilità di filiera campano, da formalizzare attraverso una convenzione: ”Così come previsto dall’articolo 15 della legge 241 del 1990 – spiega la Nugnes – per rendere trasparente e tracciato l’intero sistema della produzione a marchio Dop.”

    Infine, la delibera incarica l’assessore all’Agricoltura della Giunta regionale della Campania, di proporre agli Assessori all’Agricoltura delle Regioni Lazio, Puglia e Molise e al Mipaaf le proposte di modifica alla normativa vigente per consentire di estendere all’intero territorio nazionale l’obbligo per tutti gli operatori della filiera lattiero casearia bufalina di aderire ad un sistema di tracciabilità. Ma non basta: la delibera chiede modifiche normative per consentire alle aziende di trasformazione che utilizzano esclusivamente latte certificato per la Mozzarella Dop e che aderiscono al sistema di tracciabilità, di produrre nello stesso impianto anche altri formaggi e preparati alimentari a base di latte di bufala, accordando alle stesse un periodo transitorio per smaltire le giacenze di latte congelato, attraverso la modifica del decreto 10 aprile 2013 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 aprile 2013.

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Salerno Notizie

Filiera Bufalina: tavolo Ministeriale dice sì alla tracciabilità, Campania soddisfatta

  • “Si è tenuto a Roma il tavolo sulla filiera bufalina, voluto dal Ministero per le Politiche agricole e forestali. Nel corso dell’incontro è stato accettato il principio della necessità della tracciabilità obbligatoria per l’intera filiera, dal produttore al trasformatore, per l’areale Dop”. Lo dichiara Daniela Nugnes, assessore all’Agricoltura della Regione Campania. “All’incontro erano presenti i rappresentanti tecnici delle Regioni in cui si produce mozzarella di bufala a marchio Dop (Campania, Lazio, Puglia e Molise), Assolatte, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confindustria, Confartigianato e il Consorzio di tutela per la mozzarella di bufala campana Dop.

    “La decisione assunta oggi a livello nazionale – spiega l’assessore - è per noi una grande vittoria, visto che già un anno fa avevamo promosso, insieme all’Istituto Zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno, un sistema di tracciabilità totale della filiera ritenendo che questo fosse l’unico strumento necessario per dare trasparenza al comparto e per promuovere e garantire la nostra mozzarella che, troppo spesso, è stata al centro di numerose polemiche. “L’incontro di oggi, che avalla il nostro sistema e, anzi, lo rende obbligatorio, è la riprova di quanto fossimo nel giusto. “Ovviamente questo è solo uno degli aspetti discussi nel corso dell’incontro, sul tavolo ci sono altri argomenti estremamente delicati per il comparto che spero vengano affrontati con equilibrio e con l’obiettivo unico di tutelare la mozzarella di bufala campana dop”, conclude la Nugnes.

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