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Accussì

Social ed Anticamorra "Le Terre di don Peppe Diana"

Accussì: tradotto per i non campani significa" così".

Un pò così, per "caso", nasce la collaborazione con il caseificio "Le terre di Don Peppe Diana", dopo aver conosciuto i ragazzi dell'associazione Libera, impegnati nella realizzazione di un progetto con l'intento di creare una realtà casearia a Castel Volturno (provincia di Caserta) in un bene precedentemente sequestrato alla camorra. L'associazione Libera nella fase iniziale del progetto ha riscontrato notevoli difficoltà burocratiche ed operative, da qui l'associazione GioVet, motivata dalle finalità del progetto diede subito la disponibilità a sostenere persone giovani che nel settore bufalino volevano diventare una realtà forte per il comparto ed il territorio ed un esempio di riscatto sociale. Siamo riusciti così ad avere il riconoscimento del bollino CE (riconoscimento ai sensi del Reg. CE 853/2004), organizzando in occasione dell'evento una manifestazione dove furono invitati gli studenti ed il Preside, Prof. Luigi Zicarelli, della Facoltà di Medicina Veterinaria e Produzione Animale dell'Università "Federico II" di Napoli, l'On. Paolo Russo (premiato in occasione della manifestazione come GioVet dell'anno, nonostante fosse un medico Oculista, per l'impegno dimostrato nel sostenere lo sviluppo e la valorizzazione del territorio) e Roberto Battaglia. Con quest'ultimo, noto imprenditore bufalino, sotto scorta per aver denunciato la camorra ed oggi collaboratore di giustizia, abbiamo portato a termine successivamente diversi lavori di recupero delle attività agricole-zooteniche sotto sequestro, grazie anche alla collaborazione con il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Lavorare per il recupero, lo sviluppo e la tutela del nostro territorio non vuol dire solo essere presenti con la ricerca e con lo studio ma anche essere capaci di trasmettere le proprie competenze a chi ne ha necessità.

La camorra non può e non deve essere la terra dei fuochi della nostra società, noi la combattiamo quotidianamente con armi bianche come la nostra candida mozzarella di bufala.